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Durante la seconda parte del seminario sul Metodo al Cinema sono stati riassunti i passaggi "chiave" che sono utilizzati nel Sistema di Stanislavskji e che poi sono passati al Metodo Strasberg come metodologia utile all'attore per affrontare il personaggio. "Se" creativo, "Circostanze Date", Memoria Affettiva e Sensoriale, Cerchio dell'Attenzione...e poi si è chiarito che cosa si intende per Effetto di trascinamento delle emozioni, "Immedesimazione", Tempo/ritmo, Sporcature....Sono stati utilizzati per l'analisi brani da Fronte del Porto, il Padrino parte prima, Scarface, Toro Scatenato e Taxi Driver. Una breve improvvisazione ha impegnato i partecipanti in una scena a tre con scambio di emozioni diverse e opposte, all'interno di un'unica situazione. Alla fine del seminario sono stati richiesti altri incontri eventuali che possano entrare nel merito dell'interpretazione di attori italiani di oggi.  Citazione Ninà: articolo de Il Giornale
Ninà, moderna «femme fatale»
in scena con il gioco degli equivoci Gli Amici della Prosa ripropongono la comicità grottesca di Roussin AL TEATRO DELLA MEMORIA DAL 27 MARZO 2007 Viviana Persiani Dal 27 marzo, al Teatro della Memoria, la compagnia de «Gli Amici della Prosa» porterà in scena un classico della commedia francese come Ninà, il brillante testo con venature grottesche scritto da André Roussin, uno degli autori di riferimento del teatro comico francese della seconda metà del Novecento. Lo spettacolo vanta numerose rappresentazioni in tutto il mondo e riprende nuovamente vita, sulla scena del Memoria, per mano di Sergio Scorzillo che ne cura la regia. Non manca certo il ritmo incalzante in questa pièce che racconta, in modo scanzonato, l'affannata ricerca, di uomini e donne, verso qualcosa che risulta effimero, tra vizi (tanti) e virtù, ascese e cadute. Una storia di corna e colpi di scena con un marito tradito, Adolphe, che medita di farsi giustizia non per vendicare l'onta del tradimento ma per ripristinare quello che considera un ordine infranto delle cose. Decide così di uccidere non la moglie ma Gerard, il terzo incomodo, vittima del suo sex-appeal e quindi infelice cronico. Tra i due insoddisfatti della vita, nasce un rapporto di amicizia. E in mezzo, la Ninà del titolo, sensuale femme fatale che agli uomini trasmette il suo affetto di madre mancata. «Si tratta della commedia che ha segnato il mio debutto alla regia nel 1990 – racconta Scorzillo che, oltre a dirigere lo spettacolo, veste sulla scena i panni del tombeur de femme -. Il cast era differente e ora, a distanza di anni, dopo aver raggiunto una certa maturità artistica, ho rimesso mano alla regia puntando sull'attualizzazione del testo, in certi momenti ridondante; conservando i tre atti originali e la versione originale, ho alleggerito certe sezioni evidenziando le parti divertenti e arricchendo la messinscena di numerosi personaggi di contorno che, interpretati sempre da Dario Lilloni, vivacizzano la scena». Mantenendo un ritmo forsennato, la commedia brillante porta in scena il classico gioco degli equivoci reso ancora più gustoso e accattivante. «La commedia di Roussin non si regge su una comicità fine a se stessa: ricca di trovate sceniche, di giochi di travestimento e di corna, offre, alla fine una morale». Ruotando attorno al personaggio femminile, la vicenda, dimostra che dietro ogni uomo c’è una grande donna, capace indossare più maschere, ma con sapienza e arte nella loro gestione. Determinata, perentoria, Ninà, specchio della donna moderna, è un personaggio vincente.
Citazione
Ci rivedremo ad Harvard: articolo de Il Giornale
giovedì 10 novembre 2005
Horovitz in scena al Teatro della Memoria
di Viviana Persiani
Ambiente cupo, tenebroso, un sottobosco tipicamente statunitense dell’epoca postindustriale avvolge, sulla scena dello Spazio della Memoria, la messinscena di Ci rivedremo ad Harvard, il primo allestimento italiano del lavoro di Israel Horovitz, firmato da Sergio Scorzillo. È la compagnia Doppio Sogno a dare vita alla vicenda che si sviluppa attorno ai due personaggi, un anziano professore e la sua badante, una signora di mezza età della quale, col tempo, si scoprono relazioni insolite con questo uomo. Dei trascorsi ombrosi e un passato non così scontato di questa giovane donna vengono portati alla luce dalle situazioni, dando vita a un lavoro teatrale misterioso e plurisfaccettato. Gianni Busatto, nei panni del vecchio Jacob Brackish, accompagnato dall’onnipresente Kathleen, interpretata da Licia Guastelluccia, sono avvolti dalle immancabili melodie dell’instancabile radio del vecchio professore. È Riccardo Grassi ad aver curato luci e suoni, presenza indispensabile di questa originale messinscena, capace di donare al lavoro teatrale “una terza dimensione”, astraendo dalle semplici parole del testo. «In effetti - racconta Grassi - il suono rappresenta il terzo personaggio della vicenda. Il vecchio ascolta musica classica sintonizzandosi sempre sul medesimo programma radiofonico diretto da un signore altrettanto anziano. Questa presenza precaria, prima o poi scomparirà, come tutto ciò che anima il vecchio prof: ricordi morenti, amici giunti ormai alla fine del loro cammino». Una colonna sonora fedele ai lavori musicali, citati dallo stesso Horovitz nel testo, ha aiutato Grassi a disegnare il profilo di una messinscena simbolica che sconfina a volte nell’astrazione. «Non essendo amante del teatro naturalistico, ma sempre spinto da una ricerca di nuove dimensioni, ho voluto dare alle parole del testo un senso che va oltre al loro suono. Quindi, al di là dei brani musicali dei classici compositori, ai quali non ho mancato di rendere omaggio, ho lavorato molto sulla suggestione cercando di rendere percepibile, oltre la soglia della coscienza, rumori come quello dell’oceano, il fruscio delle foglie, il rombo dei temporali. In maniera subliminale, ho moltiplicato così il rimbombo dei rumori». Basandosi sulla traduzione firmata da regista Scorzillo, con il benestare di Horovitz, la compagnia Doppio Sogno, accompagnata dall’entusiasmo della platea della sala di via Cucchiari dà forma e vita a una pièce poco conosciuta in Italia, scritta da un autore ancora poco frequentato. «Non so come mai - continua Grassi -, forse coincidenze o casistica, ma mi sorprende che uno scrittore come Horovitz ancora non abbia invaso le platee con i suoi lavori. Per quanto mi riguarda ho condiviso la passione di Scorzillo per questo lavoro, anche se devo ammettere che sono più indirizzato verso un teatro differente; ho un continuo bisogno di astrazione galoppante e proprio per questo sono alla ricerca di un testo al quale consacrarmi. Per ora sto prendendo in esame tre opere, anche se, per il momento, quella favorita sembra essere quella firmata da Brecht».
in alto la mappa di dove si svolgono i laboratori
Laboratori di gruppo
Personal Coaching teatrali
(recitazione teatrale o cinematografica)
Corsi di Dizione
Lettura ad alta voce
Tecnica del Corpo
Arte Scenica per Cantanti
Sistema Stanislavskj
Metodo Strasberg (Actor's Studio)
Metodo Alexander
Questi i seminari proposti quest'anno
IVANOV MASTERCLASS
IL METODO AL CINEMA: BRANDO - DE NIRO - PACINO
VOCE E DIZIONE
SVELAMENTO E CONTROLLO DELLE EMOZIONI TEATRO E TIMIDEZZA TEATRO E AGGRESSIVITA'
TEATRO E ANSIA GENERALIZZATA
DoppioSogno progetti teatrali nasce da un'idea di Sergio Scorzillo.
Nato a Milano, già a sedici anni lavorava in qualità di attore nei principali cabaret di Milano con la compagnia “I Lunatici”, firmando anche tutti gli spettacoli come autore.
Ha seguito corsi d’improvvisazione con Vera Olivero (docente al “Creative Drama” di Buenos Aires), di Tecnica del Corpo, di Recitazione e di Doppiaggio. Ha partecipato a stages con Luciano Beltrami (Metodo Decroux), Claudio Orlandini, Enrico d’Alessandro (dizione), Mamadou Dioume (del Centre Internazionale des Créations Théatrales de Paris diretto da Peter Brook), Eugenio Barba (Odin Teatret), Luigi Squarzina (regia), Laura Pasetti (del Charioteer Theatre-Scozia) e Gabriele Vacis. Ha lavorato quattro anni da protagonista con gli “Attori Associati” di Udine in spettacoli per ragazzi portati in tournèe in tutt’Italia (“Cenerentola”, “Il gatto con gli stivali”, “Aladino”), e con il “Teatro Gerolamo” di Milano diretto da Umberto Simonetta nella seconda edizione di “Adalgisa” di Gadda, con Rosalina Neri e Luca Sandri. Ha interpretato parti di rilievo in “Così è se vi pare”, ”Lazzaro” e “La ragione degli altri” di Pirandello; “Esperienze di Giovanni Arce filosofo” di Rosso di San Secondo; ”Al Dio ignoto” di Diego Fabbri; “La regina e gli insorti” di Betti; “La fastidiosa” di Brusati; ”Nina” di Roussin , ”Pergolesi” di Emilio de Marchi, “La Miliardaria” di G.Bernard Shaw, “Quindici anni d’amore” di Achard, “Cyrano” di Rostand e “La cantatrice calva” di Ionesco. Ha partecipato agli spettacoli “Varietè”, “La vita-il sogno”, "La forma dell'incompiuto" e"Ondine" diretti da Andrè Ruth Shammath. Ha al suo attivo molte partecipazioni in qualità di voce recitante in concerti (con piano, con strumenti antichi, con orchestra sinfonica e da camera. Tra le altre, alla prima nazionale con l’Orchestra Vittadini al Fraschini di Pavia, nell’opera di Viktor Ullmann “Der Kaiser von Atlantis”; e tre concerti organizzati dalla Fondazione Mazzotta in occasione della mostra su Paul Klee, con l’Ensemble Klee di Berna ).
Nel 1988 ha vinto come autore il premio “Carlo D’angelo” al Concorso Nazionale Vallecorsi di Pistoia con la commedia “Passo a due”. Stesso premio ha ottenuto nel 1992 con la commedia “Quello che volevo da me”, pubblicata nella collana Rugginenti Teatro. Ha scritto un libretto per un’opera buffa su musica di Roberto Cittadini.
Dopo alcune esperienze di doppiaggio e speakeraggio (corso di Doppiaggio tenuto al CTA, con Cip Barcellini) , ha ideato la collana Audiobook edita da Rugginenti, dirigendo e interpretando “Scrooge-Canto di Natale”, “Poeti dell’800”, “Poeti del 900”, “Montale”,”Letteratura del 900”,”Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, “Neruda”. Ha inciso in 4 compact disc i testi delle arie da camera di Verdi, Bellini, Donizetti e Tosti per la BMG Ricordi/Universal.
Lavori per il cabaret rappresentati: “Praticamente…o no?”; “Praticamente ci si riprova…o no?”; “La vera storia del dottor Bertold e di Mister Brecht”; “Amleto and company”.
Opere drammatiche rappresentate: “Rapsodia”, “Tana per animali”, ”La via della croce”, ”Sotto frammenti di ghiaccio”, quest’ ultima diretta da Claudio Orlandini e prodotta da Quelli di Grock.
Opere drammatiche presentate in mise en espace: “Passo a due”; “Testamenti”; “Quello che volevo da me” (al teatro “Filodrammatici” di Milano).
Opere rappresentate come saggio finale da scuole teatrali : “Saggio finale con presenza” (Teatro Manzoni” di Milano);“Le mura di Damasco” (Teatro Stabile di Torino).
Esperienze televisive: “Casa dolce casa” , “Benedetti dal Signore”, “O la va o la spacca” (Mediaset), "Piloti" (Rai 2).
E’ regista (“Nina” di Roussin, “Le mura di Damasco” da Strindberg, “Ci rivedremo ad Harvard” di Israel Horovitz, commedia che ha anche tradotto e pubblicato: unica traduzione integrale autorizzata dall’autore) e insegnante di recitazione. E’ stato quattro anni direttore artistico del Teatro Giovanni XXIII di Cusano Milanino.
E' collaboratore e consulente della Ricordi/Universal.
Collabora da anni con la Compagnia “Amici della Prosa” di Milano, di cui è stato presidente. E’ stato per quattro anni vicepresidente regionale per la Lombardia della Fita-Federazione Teatro Amatori. Con la sua “Doppio Sogno-progetti teatrali” ha curato un’edizione della “Cantatrice calva” di Ionesco (diretta da Riccardo Emanuele Grassi), “Ci rivedremo ad Harvard” di Israel Horovitz, “In alto mare” di Mrozek e ha in cantiere i progetti “Lettera a Hitler”, “i Comici a Teatro” da Goldoni e “Von Homburg” da von Kleist.
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